F.A.Q

La nostra scuola è dedicata alla memoria del grandissimo novelliere americano Raymond Carver, autore di indimenticabili racconti e poesie di straordinaria nitidezza e precisione stilistica, oltre che veri “contenitori” di grande umanità e compassione per le debolezze del genere umano.

Non solo, Raymond Carver ha dapprima seguito, come giovanissimo allievo, i corsi di scrittura creativa dello scrittore americano John Gardner, presso il Chico State College, e poi insegnato egli stesso scrittura creativa, offrendo ai propri studenti uno sguardo sincero, onesto e coerente sul proprio artigianato della scrittura.

L’insegnamento della scrittura creativa è stato per Carver qualcosa di più di un modo per guadagnarsi da vivere: cominciò negli anni 70 a tenere le sue memorabili lezioni di Creative Writing, caratterizzate dalla totale assenza di un tono professorale o autoritario, e ben presto quelle lezioni divennero per lui un percorso formativo da vero artigiano, capace di cesellare la parola scritta, e un atto di amore vero e incondizionato verso la lettura (prima) e la scrittura (dopo).

I docenti Scuola Carver hanno in comune con Raymond Carver la propensione a una condivisione collettiva, non autoritaria, non competitiva e non cattedratica di questo amore, diffondendo un sano divertimento consapevole con le parole lette e scritte.

I docenti della nostra scuola, pur proponendo argomenti di discussione e un programma di massima da seguire, prediligono il dialogo costruttivo con gli allievi, contribuendo a creare un clima di leggerezza consapevole attraverso il quale comunicare il loro amore per la letteratura, il cinema, il teatro o la narrazione orale.

Un buon docente, come ricorda Massimo Recalcati nel suo saggio L’Ora di Lezione– Einaudi, citando il Simposio di Platone, dovrebbe essere sempre riluttante, non limitarsi cioè al semplice riversamento di nozioni nelle menti degli allievi, bensì “erotizzare le proprie conoscenze” e mettere l’allievo in movimento verso il sapere stesso, spingendolo persino a confutare la teoria proposta.

Per scrivere dunque occorre conoscere le regole, ma per trovare una voce letteraria unica e irripetibile occorre saperle rompere con grande originalità.

E’ sì vero che ogni gesto di scrittura è un gesto creativo, poiché produco comunque un’opera dell’ingegno, mettendo in movimento la fantasia, ma c’è differenza tra compiere un gesto di scrittura che sfrutta un’idea parassitaria, che non ha in sé alcun germoglio di originalità, e compiere invece un gesto di scrittura consapevole della necessità di dover interessare un lettore generico e indistinto, di dover piacere, stupire, incuriosire, affabulare.

Quindi la scrittura è sempre creativa? Dipende dalla modalità con cui viene messa in atto, se si è pigri o timorosi nell’approccio alla pagina bianca difficilmente si riuscirà a creare qualcosa di interessante. La creatività ha a che fare con l’originalità di pensiero, se questa originalità manca non si parla di creazione ma forse meglio di ripetizione.

Al contrario una lista della spesa (o una ricetta) può essere creativa, può essere scritta cioè con l’intenzione di intrattenere il lettore generico e indistinto, e di rubare tempo alla vita.

Non è la scrittura dunque a dover essere creativa bensì lo sguardo che le sta a monte: se siete in grado di applicare uno sguardo originale alle vostre idee di narrazione anche una lista della spesa o una ricetta possono diventare straordinari esercizi di scrittura creativa.

Significa entrare a far parte di una grande famiglia di persone che amano la letteratura, il cinema, il teatro e cercano di condividere queste passioni e aumentare le loro consapevolezze, migliorando l’esposizione scritta o a voce, e partecipando alla realizzazione di una raccolta di racconti (evento annuale), di un cortometraggio, di uno spettacolo teatrale, o di un saggio di narrazione orale (come si “conta” una storia per affabulare una platea).

Significa avere l’umiltà necessaria per entrare in una vera palestra del narrare, un luogo e un tempo in cui imparare a sperperare energie e complicare la forma con l’obiettivo di interessare un lettore o un uditore delle nostre opere dell’ingegno artistico.

Non solo, la Scuola Carver organizza continuamente presentazioni di libri e autori, giornate sraordinarie o masterclass di ospiti esterni, gite culturali ai più famosi festival nazionali ed altri eventi culturali.

Per iscriversi è sufficiente venire a una lezione (ogni aspirante allievo/a ha diritto ad una lezione di prova di ogni Corso Carver) e pagare la quota di iscrizione annuale più la quota mensile del corso o modulo scelto.

Il pagamento può essere mensile, non è necessario dunque impegnarsi a lunga scadenza, si può venire, andar via e tornare quando si vuole.

I docenti Carver sono a disposizione per fornire tutte le informazioni sulle lezioni perse, spiegare argomenti o compiti assegnati, sia per mail che con una sorta di ricevimento privato in sede.

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