Aziende 2017-08-01T19:36:12+00:00

Per le Aziende

Scuola Carver offre alle aziende pubbliche e private, e agli enti formativi specializzati, uno workshop specifico diretto a forgiare “una narrazione originale, efficace e persuasiva” denominato:

LA PALESTRA DELLA CREATIVITÁ E LO STORYTELLING AZIENDALE

Il lavoro di uno scrittore, o aspirante tale, come pure quello di qualsiasi creativo che svolga un’attività che esige cura per il dettaglio e attenzione alle esigenze del destinatario finale di un’opera dell’ingegno, consiste nel dar nuova luce al banale, a tutto quello che gli altri non degnano neppure di uno sguardo. Cercare lo stupore nell’ordinario, diceva lo scrittore americano Raymond Carver, che dà il nome alla nostra scuola, dovrebbe essere lo scopo di qualsiasi narrazione finalizzata alla persuasione di un lettore generico, o di un consumatore finale.

Una stoffa comune ad esempio si trasforma in un vestito di alta sartoria, del cuoio grezzo e anonimo in un paio di scarpe capaci di “fare moda” in ogni parte del mondo, pezzi unici inimitabili che rapiscono l’attenzione per la loro bellezza. E allo stesso modo un banale prodotto o servizio viene “cucito addosso” al cliente finale, diventa perfetto e unico per lui, rispettoso delle sue esigenze: ma tutto questo accade solo se si è in grado di emozionare il destinatario finale con una narrazione efficace.

Chi compra, come chi legge o guarda un film, vuole prima di tutto emozionarsi.

Cosa serve per fare questo?

Serve flessibilità, apertura mentale, sguardo obliquo e alternativo dunque, capacità di “creare” attraverso una mente libera da quei lacci che imbrigliano la nostra fantasia e ispirazione, e serve anche essere persuasivi e originali nel narrare, sapere quali corde toccare nel confrontarsi con il destinatario finale della nostra opera d’ingegno, sia essa un manufatto o un servizio.

Chi vende un prodotto o un servizio analizza le necessità del destinatario finale, e  cerca di far leva su tutti i 5 sensi, sulle emozioni più che sull’intelletto. Quando siamo coinvolti emotivamente, infatti, facciamo cose non sempre razionali perché, è stato misurato, la gran parte delle persone si lascia influenzare dalle proprie emozioni anche quando la razionalità imporrebbe diverse scelte, compresa quella di non comprare.

Nel mondo occidentale il mercato pubblicitario ha conosciuto una crescita esponenziale a partire dagli anni ’60 attraversando la sua “età aurea” a cavallo tra gli anni ’70 e ’80.

Col tempo, tuttavia, i messaggi pubblicitari tradizionali sono andati perdendo efficacia presso il pubblico che ha iniziato a sviluppare una sorta di “antidoto” contro la pubblicità facendo registrare una costante diminuzione del tasso di risposta.

Questo processo di saturazione all’esposizione pubblicitaria ha spinto i creativi a trovare forme nuove di comunicazione in grado di catturare nuovamente l’attenzione degli interlocutori dando vita a nuove tecniche tra le quali, appunto, lo storytelling aziendale.

Attraverso la narrazione di una storia attorno al prodotto o servizio offerto, infatti, si vuole superare la crescente indifferenza dello spettatore verso i messaggi pubblicitari: quello che si sta guardando non è un semplice spot, non ci sono slogan e frasi fatte, non c’è la semplice elencazione delle caratteristiche di un prodotto,  ma c’è una storia emotivamente coinvolgente e persuasiva e, in quanto tale, meritevole di attenzione.

Per vendere dunque non basta il mestiere, che comunque va appreso in anni di faticoso apprendistato: serve anche uno sguardo originale, alternativo, obliquo e flessibile, perché solo quello è in grado di fare la differenza, è capace di rapire l’interesse di un lettore generico, o di un cliente/consumatore finale.

Finalità del progetto: un weekend formativo (per un totale di 12 ore di aula) al fine di imparare a “forgiare” uno sguardo creativo, efficace, non timoroso, non pigro e non parassitario al momento di esprimere a voce o per scritto la propria idea di narrazione aziendale.

Imparare a osare, a essere giustamente persuasivi ed efficaci, ma a farlo con la padronanza della lingua (scritta e orale) e la consapevolezza della giusta “forma mentis” per esserlo, uno sguardo capace di aprire, a chi riesce a metterlo in pratica, nuovi sbocchi professionali in un mondo del lavoro sempre più competitivo e orientato alla ricerca di idee originali.

Diventare artigiani della creatività e della persuasione, prima ancora che artigiani di una materia prima, persone capaci cioè di tenere ben caldo il cosiddetto “forno delle idee” e di generare, plasmare, modellare “una voce realmente fuori dal coro”.

Per maggiori info su costi e contenuti del workshop intensivo diretto alle aziende: info@scuolacarver.it oppure telefonare a +39 338 2678770.

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