Sonnambuli sui cornicioni

Sonnambuli sui cornicioni

La letteratura, per come ci sembra di capirla a noi della Carver, non sarà mai un solipsismo auto-compiaciuto, cesellato ad uso e consumo di un lettore generico da rapire, ma sempre e comunque un modo per dare un senso alle cose che non comprendiamo, o un “puntare i piedi” contro quelle che non accettiamo.

Certo il mestiere aiuta, l’artigianato nascosto serve, ma è con la passione e l’urgenza di dire che si lascia il segno.

Dice Edoardo Albinati, nel suo bel saggio sulla scrittura, che la letteratura riempie i buchi di non senso della vita: nel mondo reale gli amori finiscono, e spesso lo fanno senza un motivo (“non ti amo più, mi dispiace”) e questa cosa ci lascia impietriti, come di fronte ad un baratro di cui non sapevamo l’esistenza. Ma la Letteratura necessaria (la l maiuscola non è un caso) riempie quel “buco”, crea un dissidio tra Montecchi e Capuleti, infila un Don Rodrigo tra Renzo e Lucia, getta un ponte sul baratro inventando conflitti insanabili che restituiscono un senso dove non c’è.

Esiste poi anche una letteratura di intrattenimento (Scerbanenco, nel suo genere, era maestro) ma è su questo fronte che notiamo “l’imbarbarimento” dei nostri tempi: nasce il dubbio che oggi tutto sia una specie di trappola tesa per sedurre il lettore.

Per dirne una la moda del Tu è ridicola: siamo pieni di romanzi con titoli come Prendimi, Portami via, Mi riconosci,  Alzati (si, e Accucciati), Vienimi a cercare (sembra la poesia della Valduga – “Vieni, entra, coglimi…”), Non ti muovere (anzi no Muoviti), pare ce ne sia pure uno che si intitola pure Passami il sale!

Antonio Moresco dichiara che scrive “come un sonnambulo svegliato di soprassalto sul cornicione di un tetto”, ed è una visione istintiva, feroce e romantica, che cozza con la visione pragmatica che vede lo scrittore come un artigiano che cesella l’opera dentro la sua bottega.

Non so voi ma noi della Carver vorremmo più sonnambuli sui cornicioni che furbi artigiani nelle loro botteghe.

 
Articolo di Francesco Mencacci (direttore didattico Scuola Carver)

Articoli recenti